La Montagna – liberi pensieri di un montanaro

Tutto è nato da un messaggio su whatsapp, tutto è nato per caso e forse lo rende ancora più vero ed autentico. Luca Galfrè, uno dei gestori di Paraloup, sta trascorrendo la quarantena in isolamento nel suo rifugio.

Durante una soleggiata giornata ci invia un audio: sono parole, pensieri liberi ed emozioni autentiche… la vera protagonista? La Montagna. Già durante il primo ascolto ci commuoviamo, perchè quelle parole ci toccano dentro e fanno venire voglia di fare qualcosa di bello. Ecco l’idea di montare un video che possa ulteriormente valorizzare quei “liberi pensieri”. Le riprese sono state realizzate tutte in territorio italiano negli ultimi 8 mesi: provincia di Cuneo (Valle Gesso, Varaita e Stura) e Trentino (Val Rendena, Val di Fassa e Passo Rolle) per sottolineare ancora una volta la bellezza indiscussa della “nostra” Montagna.

Lezione di NODI #3: il nodo mezzo barcaiolo

In questa terza “Lezione di nodi” vedremo come realizzare un’altro dei nodi più comuni ed in uso nell’alpinismo, il Nodo Mezzo Barcaiolo, usato per l’assicurazione dinamica su ancoraggio fisso e per calate controllate.

ATTENZIONE: questo nodo, proprio per il suo funzionamento dinamico, richiede comprovata esperienza per essere usato in azione e necessita l’uso di guanti protettivi poichè, in caso di scorrimento della corda causata dalla caduta improvvisa del carico, si rischierebbero lesioni o bruciature delle mani.

Come sempre, guardate il breve filmato e provate a farlo anche voi.

Usate il fermo immagine per i dettagli e se possibile guardatelo su uno schermo grande.

Cercate di capire da soli la differenza tre il nodo barcaiolo ed il nodo mezzo barcaiolo che in un certo qual modo sono nodi fratelli ma con funzioni completamente diverse.

2014 Nasce Sci-Volando Bulaa

Non lo scialpinismo delle “tutine”, quello mordi e fuggi, come il resto di tanto altro di questo odierno vivere, ma quello di chi sale riempiendosi gli occhi di quanto gli sta intorno, guardando man mano il comparire di altre montagne, con la neve che, con il suo candido manto, rende tutto “uguale”, e allo stesso tempo più nitido, godendo del profondo silenzio che solo la montagna invernale sa regalare, un silenzio rotto solo dal lieve rumore dello scivolare degli attrezzi e da quello del proprio respiro.

Sono passati più o meno 35 anni dalla mia prima uscita con “le pelli di foca” e ancora la ricordo.

Tutto cominciò quando, era estate, parlando con un collega sul lavoro espressi il desiderio di provare a fare del fuoripista e la risposta fu: “Se vuoi provare, questo inverno ti chiamo e vieni con il nostro gruppo”.

Arrivò l’inverno e anche la telefonata: “Se sei ancora dell’idea, procurati sci pelli e scarponi che fra un paio di settimane si va”. L’Artva? Uno sconosciuto.

Con la baldanza dei vent’anni incominciai quest’avventura. Che batosta, è proprio vero che la prima volta non si scorda mai… Infatti la ricordo bene! Ricordo la fatica, l’affannosa rincorsa del gruppo, la domanda che martellava in testa: ma come accidenti fanno ad andar così veloci?

In effetti di spiegazioni e insegnamenti non me ne avevano date molte; si sa, una volta i “vecchi” le cose te le facevano imparare sulla tua pelle. Arrivai in cima stravolto mentre loro freschi e riposati erano pronti per scendere, infatti ripartirono e li rividi alla macchina.

Non mi ricordo nemmeno il nome della montagna che salimmo; ricordo che il tempo non era bello, però mi consolai quando scoprii che il gruppo era composto da alpinisti quasi professionisti.

E siamo ora all’inizio dell’inverno del 2014 quando nasce l’idea di creare un gruppo, all’interno del C.A.I di Bollate, per organizzare uscite di scialpinismo.

Ora, come tutti, siamo qua fermi al palo, in attesa di poter tornar ad andar per li amati monti, cerchiamo di passare il tempo andando in montagna, solo, virtualmente a breve caricheremo altri video, nel frattempo questo è per stuzzicarvi l’appetito.