Tutta la libertà della Corsica, dentro e fuori dal GR20 Sud.

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A pensarci ora, alla Corsica, ai giorni d’estate, a sudare metri di dislivello, sotto il sole, lo zaino pesante,  la sete, dormire per terra, i cieli stellati, lavarsi nei torrenti, a pensarci ora dicevo, ci si sente un po’ come dei cacciati dall’Eden.
Che se mi avessero detto allora che sei mesi dopo sarebbe successo tutto questo, tsè, avrei liquidato il menagramo di turno con una scrollata di spalle. E invece.

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“Pini larici, eleganti e generosi nel loro offrire al vento le chiome, lasciarle plasmare dalla sua forza e dal suo capriccio. Vi guardo e vorrei perdermi nel passato remoto degli anelli che disegnano i vostri tronchi. Quali storie celate? Di quali vite custodite il segreto?”

corsica4“Acqua. Preziosa compagna di cammino. Lo scroscio che accompagna i passi, il fresco che accarezza la pelle, nuotare in pozze che si aprono a sorpresa, regali per chi si avventura fuori dai sentieri e si ritrova fuori dal tempo.”

E invece eccoci qui, con il peso di qualcosa di troppo grande per essere pienamente compreso e meno che mai superato ma eccoci qui, con addosso ancora più voglia di ripartire, di esplorare con ritrovato gusto, di rinnovare la fatica, di riscoprirsi selvatici.
Era di tutto questo che avevo voglia e bisogno lo scorso anno quando, già ad aprile, adocchiai il viaggio della Compagnia dei Cammini “Corsica Sud in libertà“. Il viaggio – un trekking in piena autonomia con tenda e cibo al seguito –  ricalcava in parte il classico itinerario del GR20 Sud ma proponeva anche interessanti deviazioni in zone ancor più selvagge e meno frequentate. Mi decisi solo a luglio, avevo qualche perplessità sul poco allenamento e sulle difficoltà tecniche previste, senza dimenticare il peso dello zaino di cui avevo un preciso ricordo dopo l’avventura in Canada. Poi, però, la voglia di mettermi alla prova in un’avventura del genere vinse sulle paure e partii. Sono stati dieci giorni indimenticabili, come succede ogni volta in cui si prova a uscire finalmente dalla zona di comfort.

Non ho scritto un diario di viaggio vero e proprio, quando si è troppo impegnati a vivere, o a sopravvivere, il tempo per scrivere non è detto che si trovi. Però ho scritto qualcosa dopo (molto dopo a dire il vero, perché i veri viaggi non finiscono mai con il ritorno a casa, qualcosa dentro di noi continua a viaggiare) e il mio racconto, o meglio i miei appunti di quest’esperienza sono pubblicati su Altitudini.it a questo link.