9 e 10 marzo: 2gg in Val Rendena – Carisolo

La Val Rendena è una valle del Trentino-Alto Adige, racchiusa fra l’Adamello situato ad ovest e il Brenta ad est. Si farà base a Carisolo che si trova all’imbocco della Val di Genova, presso la Casa Alpina Don Bosco. La Val di Genova è compresa interamente nel Parco naturale provinciale dell’Adamello-Brenta, ed è nota anche con il nome di “Valle delle cascate”. Modellata dai ghiacciai, in questa zona ha origine una delle sorgenti del fiume Sarca che per circa diciotto chilometri raccoglie le acque delle cascate che precipitano dalle valli laterali. I grandi boschi di conifere ospitano una ricca fauna alpina fatta di ungulati, orsi bruni e aquile reali.

Ritrovo ore 6:00. Partenza ore 6:15 – Punto d’incontro Piazza della Resistenza, di fronte al teatro La Bolla.

Direttori escursione: Vismara Angelo, Villa Danilo

Accompagnatori: Bonfanti Enzo, Franceschini Ruggero, Ghezzi Cesare, Guffi Massimo, Necchi Federica, Quaglio Federico, Pifferi Walter

Attrezzatura obbligatoria: scarponi pesanti, racchette, ciaspole (possibile noleggio), ARTVA-pala-sonda (possibile noleggio), ramponcini.

Ricordarsi di portare la doppia scorta di guanti e cappello oltre la mantella per la pioggia.

Per iscriverti vieni in sede o iscriviti online. Ricordati di versare la caparra per confermare la tua prenotazione e garantirti il posto prenotato.

L’iscrizione alle escursioni comporta l’accettazione incondizionata del REGOLAMENTO ESCURSIONI SOCIALI” e del “programma” di ogni singola escursione, entrambi disponibili in sede e sul sito internet del CAI di BOLLATE (http://www.caibollate.it).

Leggi con attenzione e porta con te la scheda escursione:

L’ARTVA: conosciamolo

Questo articolo vuole contribuire alla sicurezza di tutti gli escursionisti che affrontano un ambiente innevato formendo alcune informazioni base agli accompagnati sul principale strumento di soccorso che si ha in dotazione durante le escursioni: l’ARTVA.

L’ARTVA, Apparecchio di Ricerca Travolto in Valanga, rappresenta, unitamente alla Pala ed alla Sonda, l’unico e più importante elemento di supporto per la ricerca di un sepolto. L’ARTVA è lo strumento che ci permette di essere trovati se siamo stati sepolti, oppure permette a chi è rimasto fuori dalla valanga di compiere le operazioni di ricerca; la Sonda è fondamentale per trovare il punto esatto del sepolto indentificando la persona al “tatto”; la Pala è l’unico strumento rapido ed efficace per scavare nella neve.

Quindi il kit ARTVA-PALA-SONDA non è un apparecchio per la prevenzione e non è un apparecchio per la sicurezza: E’ UNO STRUMENTO DI SOCCORSO;

Più specificatamente di autosoccorso, poichè quando accade che una persona viene travolta da una valanga l’unica cosa che si può fare è cercare di trovare subito il malcapitato e tirarlo fuori dalla neve il più rapidamente possibile. E per fare questo si hanno 15 minuti di tempo, prima che subentri la fase dell’asfissia, del tutto insufficienti per chiamare ed aspettare i soccorsi organizzati (che comunque vanno sempre e lo stesso chiamati). Quindici minuti in cui la dotazione del kit e la pratica nell’autosoccorso possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Oltre che obbligatorio disporre del kit ed indossare l’ARTVA durante le escursioni, è altrettanto importante saperlo usare. Per questo ogni anno vengono tenuti in tutto il territorio nazionale corsi di autosoccorso, dove viene spiegato ed insegnato l’utilizzo del Kit ARTVA-pala-sonda. L’invito a parteciparvi è ovviamente rivolto a tutti coloro che intendono frequentare l’escursionismo invernale.

Il CAI di Bollate fornisce durante le proprie escursioni invernali, a chi ne è sprovvisto, l’ARTVA. Conoscere il proprio apparecchio è fondamentale per sapere come comportarsi in situazioni di emergenza, per collaborare quantomeno a chi si troverà a gestire e dirigere l’operazione di autosoccorso.

Nessuna operazione sarà lasciata al caso e rispondere prontamente e disciplinatamente ai comandi che saranno impartiti nell’emergenza è il punto più importante per contribuire ad eseguire velocemente e senza indugio le operazioni di ricerca.

Per esempio, a tutti coloro che non partecipano direttamente alla ricerca, potrebbe essere ordinato di allontanarsi in un luogo sicuro indicato e di spegnere immediatamente l’apparecchio per non interferire nella ricerca dei segnali dei sepolti. Saper ascoltare quindi i comandi, seguire le istruzioni impartite dalle persone incaricate, saper banalmente spegnere o accendere l’ARTVA, sono in questo caso tutte operazioni che vanno sapute ed eseguite senza cadere in situazione di panico.

Leggere il manuale del proprio ARTVA è il primo ed importante tassello per comporre questo complicato mosaico. L’altro è quello di seguire un corso specifico. Tutti gli anni il Soccorso Alpino e Speleologico, in collaboorazione col Cai, organizza gratuitamente la giornata “Sicuri con la Neve” a cui tutti possono partecipare. Informati.

Di seguito il manuale in italiano dell’ARTVA fornito dal CAI di Bollate.

E ricorda: “ARTVA-PALA-SONDA, 1 Kg di sicurezza”.

Buona lettura.