CRISI CLIMATICA e COVID19

Più di un anno e mezzo fa, in un commento su fb, scrissi: “l’essere umano per la terra è un virus”. Con il suo operato sta, sempre più velocemente, uccidendo la terra e il risultato finale potrà essere solo uno: quando l’ospite muore, il virus muore con esso.

Nel 2019, senza contare i danni dei disastrosi incendi che hanno colpito l’Australia, il prezzo della Crisi Climatica è stato di 4.578 morti e 140 milioni di dollari di danni *. La maggior parte di questi eventi hanno interessato il sud America e l’Asia, ma anche la California è stata colpita e da noi ci siamo forse dimenticati della tempesta Vaia che a ottobre 2018 ha devastato i boschi delle nostre Alpi ? Per non parlare della desertificazione che affligge i paesi sub-sahariani spingendo migliaia di disperati verso le nostre coste.

Siamo ora nel 2020 e il nuovo anno ci ha portato COVID19: migliaia di persone sono decedute e molte altre purtroppo ne seguiranno la sorte, ma come spesso succede ogni medaglia ha due facce e questa pandemia, sotto diversi aspetti, sull’ambiente ha avuto delle ricadute positive.

Il rallentamento, in alcuni casi lo stop delle attività produttive e il look down che ha impedito gli spostamenti, come conseguenza ha diminuito drasticamente l’inquinamento da biossido di azoto su scala mondiale con indubbi vantaggi per la salute; basti pensare che, solamente in Cina, l’inquinamento dell’aria nelle grandi città provoca ogni anno 1 milione di morti.

Quanti di noi si sono felicemente stupiti vedendo sui social le immagini di animali selvatici che, usciti dai boschi, gironzolavano tranquilli per le strade anche di grandi città! Purtroppo tutta l’informazione è concentrata, a volte mi vien da pensare anche ad arte, sul COVID19 e sulle sue conseguenze certo preoccupanti, e di ambiente non se ne parla quasi più. Speriamo che le dimostrazioni di unità e altruismo viste in questo periodo non si esauriscano con la fine dell’emergenza. Speriamo che quanto successo stimoli molta gente a cambiare i propri stili di vita, a capire che non possiamo dominare la natura, che non siamo i padroni della terra ma degli ospiti, che un buon ospite si muove in punta di piedi e non abbattendo le porte.

In questi mesi abbiamo spesso ascoltato scienziati che spiegavano come comportarsi con il coronavirus; ecco, quando tutto questo sarà alle spalle, ricordiamoci di ascoltare la comunità scientifica che è ormai unanime nell’affermare che il riscaldamento globale della terra e tutte le sue disastrose conseguenze sono causate principalmente dalle attività dell’uomo.

Essendo una persona positiva, voglio terminare non con una frase (in questo periodo se ne sono sentite molte, a volte forse fuori luogo), ma condividendo questo augurio per i tempi che verranno. http://www.altitudini.it/lanno-arriva-ti-auguro-la-montagna/

* Rapporto pubblicato il 27/12 2019 da l’ONG Christian AID

Il futuro degli sport outdoor di montagna e dell’alpinismo ai tempi del COVID19

Come la pandemia Covid-19 cambierà le attività outdoor? Quale sarà il futuro degli sport in quota e dell’alpinismo? La prossima sarà l’estate della montagna?

Domenica 26 aprile alle 18.00 in diretta live Instagram Hervé Barmasse, Vincenzo Torti, Presidente del CAI e Pietro Giglio, Presidente delle Guide Alpine Italiane si confronteranno sul tema delle attività in montagna per l’estate in arrivo, rispondendo anche alle domande dei followers. Cosa sarà permesso, come saranno attuabili le attività (o un turismo) in sicurezza, come ci dovremo muovere tra buon senso e rispetto delle regole.

L’appuntamento è sul canale Instagram di Hervé >>> clicca qui per accedere