Rifugio Bogani, sulle dorsali della Grigna

“Esperienza del rifugio; mettere in pratica quanto appreso in modalità di autonomia controllata, con particolare attenzione all’ individuazione dei pericoli e riduzione del rischio, in ambiente per Escursionisti Esperti (EE); introduzione alle manovre con utilizzo di corda come preludio alla seconda parte specialistica tecnica del corso (settembre); osservazione e conoscenza dell’ambiente e dei suoi aspetti naturali, culturali e scientifici.”

Queste le tematiche che hanno accompagnato la due giorni del Corso di Escursionismo Avanzato organizzato dal CAI di Bollate intitolata “RIFUGIO BOGANI, sulle dorsali della Grigna”, guidata da tre Accompagnatori di Escursionismo (AE) titolati del CAI, di cui una anche Operatore Naturalistico Culturale (ONC).

Il percorso, partito da Cainallo (LC), è salito lungo la dorsale della Cresta di Piancaformia, che separa i versanti sud e nord della grigna, sino all’omonima cima, per poi scendere, tra i molti nevai presenti, calandosi in corda doppia nel ventre della montagna.

Dopo un lungo percorso, che ha visto i partecipanti impegnati con le tecniche di orientamento in ambiente privo di sentieri segnati, il gruppo è giunto nei pressi del rifugio Bogani dove si sono svolte le prove tecniche di calata assistita e recupero con paranco.

L’ospitalità dei rifugisti della famiglia Buzzoni ha accolto e portato poi il gruppo verso la ricche e gustose portate servite per cena, culminate con inimitabili taglieri di formaggi autoprodotti.

L’alba, presentatasi con un cappello di cielo velato, ha portato nuovamente in cammino l’intero gruppo che si è mosso in modalità didattica verso la cima del monte Palone, posta di fronte all’immensa bastionata nord della Grigna, sempre su percorsi impegnativi e per escursionisti esperti.

Da lì il lungo rientro, passando nuovamente dal Rifugio Bogani per gustare i genuini sapori della sua cucina, per poi attraversare il vallone del versante nord sotto la cima della Grigna, punto più alto della zona ed inarrivabile per la troppa neve ancora presente. Un passaggio veloce ad ammirare la Porta di Prada (arco roccioso naturale formatosi a causa delle azioni degli agenti atmosferici) e poi la discesa finale verso la località Cainallo da cui il gruppo era partito il giorno precedente.

Due giorni di conoscenza e cultura, tra tecniche escursionistiche avanzate e lettura del paesaggio e della natura, ricca di fauna e flora endemica.

Una natura che, solo grazie a quest’ambiente ancora selvaggio e alla presenza di una esperta Operatrice Naturalistica Culturale del CAI, ha potuto svelare ai partecipanti i suoi magnifici aspetti ed i particolari più profondi di questo meraviglioso Parco naturale.

La seconda parte del corso proseguirà a settembre con la sessione “Specialistica e tecnica per l’escursionismo avanzato”, completando così l’intero percorso formativo per Escursionisti Esperti.

Escursionismo: 9 giugno Alpe Corte e Cima Leten (2.095m)

Interessante percorso ad anello in alta Valcanale al cospetto del Pizzo Arera che ci osserverà dall’alto dei suoi 2.512m per tutto il nostro cammino.

Due percorsi adatti a tutte le gambe. Il più semplice (difficoltà E) si presenta come un percorso ad anello con un dislivello contenuto di 537m.

Il secondo percorso, che diparte dopo un tratto in comune, opzionale e per Escursionisti Esperti con Attrezzatura (difficoltà EEA), porterà alla Cima Leten (2.095m) alzando il dislivello complessi per questo gruppo a 1.046m.

Iscrizioni APERTE

Leggi qui la scheda escursione:

Sui sentieri dei “Picasass”

Dopo settimane di piogge quasi senza tregua, domenica 26 maggio il meteo ha offerto la propria clemenza regalando una giornata di cielo limpido, porgendo il primo sole caldo della stagione.

E’ così che è iniziata l’ascesa al Monte Camoscio, piccola cima di modesta elevazione sopra Baveno che dal suo apice lascia godere di un fantastico panorama sul lago d’Italia e sul lungo alternarsi di vette e valli che spaziano dal Monte Rosa alla Valtellina, fin oltre le Orobie verso est.

Due gruppi per quest’escursione, uno protratto alla vetta lungo il ripido sentiero diretto, e l’altro per la più impegnativa “Ferrata dei Picasass”.

Sentiero in comune per la prima tratta sino al “Museo del Picasass”, spazio all’aperto dove pannelli storici tracciano gli antichi mestieri che gli scalpellini praticavano cavando e lavorando le pietre di splendido granito rosa che sostengono il monte.

Qui i due gruppi si son divisi, l’uno a continuare l’ascesa diretta e l’altro, quello dei 16 ferratisti, in atto con la vestizione per approcciare il sentiero attrezzato.

Due ore la durata del procedere in ferrata da parte del gruppo mossosi in perfetto sincronismo con uscita finale dopo aver passato, non senza emozione, l’esile ponte di corde che attraversa la valle sottostante la vetta.

Pausa pranzo distesi al sole sul letto di rocce vicino alla croce di vetta e successiva sessione didattica per chi voleva conoscere e provare il metodo di discesa in sicurezza in corda doppia, approntata in un tratto roccioso scosceso.

Ricompattato il gruppo si è quindi ripartiti lungo la cresta che conduce all’alpe Vebadia, verso il Mottarone, e da lì, in un lungo e poco frequentato traverso nel bosco ricco di acqua e vegetazione, il sentiero ha ricondotto il gruppo alla località Tranquillo da cui era partito la mattina.

Un’escursione perfetta, nei tempi e nei modi, ma soprattutto per il bel tempo regalatoci, che ha elegantemente sostenuto tutto il percorso.

Prossima escursione domenica 9 giugno, rifugio Alpe COrte e cima Leten, Val Seriana (BG). ISCRIZIONI APERTE.