Aggiornamento escursione 19 gennaio – variazione destinazione: “Ricovero Capitano Crova (Valgrisenche – AO)”

19 gennaio 2025 escursione in Valgrisenche (AO) al “Ricovero Capitano Crova”.

ll ricovero Capitano Crova è una costruzione in muratura situata sopra un ampio promontorio e serviva, durante la seconda guerra mondiale, come avamposto di difesa dei confini italiani verso la Francia; l’interno è molto spartano e malmesso tanto che ci sentiamo di sconsigliarne l’uso.
L’escursione tuttavia è molto panoramica e ben esposta a sud-est, così da ricevere il sole già dal primo mattino, e risale l’ampio e panoramico vallone di Arp Vieille su pendii molto aperti. La vista, sia durante la salita che al ricovero, è una delle più belle sulle cime e i valloni che si trovano al di sopra del lago di Beauregard spingendosi sino al lontano Cervino.

Ritrovo ore: 6:15. Partenza ore: 6:30 – Punto d’incontro Piazza della Resistenza, di fronte al teatro La Bolla.

MODALITA’ DI ISCRIZIONE: sono cambiate le modalità d’iscrizione. Clicca qui per sapere come fare

Costi escursione:
– SOCI: 25€
– NON SOCI: 35€
– Noleggio ARTVA (obbligatorio per chi non ce l’ha) e/o ciaspole – ramponcini: 10€

Scarica la scheda escursione clicca qui

22 e 23 febbraio- Rifugio Willy Jervis – Iscrizioni Aperte

Ritrovo ore: 6:15. Partenza ore: 6:30 – Punto d’incontro Piazza della Resistenza, di fronte al teatro La Bolla.

Il bus arriverà in località Bobbio Pellice dove ci aspettano delle navette da pochi posti per cui saranno necessarie più corse per trasbordarci tutti sino al luogo da dove poi inizieremo il cammino verso la ns meta. Per non dover aspettare l’arrivo di tutti si creeranno 3 gruppi distinti formati da circa 15 persone che con gli accompagnatori potranno già incamminarsi in direzione Rifugio Jervis.
La quota comprende:
– 2 passaggi bus A/R
– 1 pensione completa (dalla cena del sabato sera al pranzo della domenica, esclusi i beveraggi)
– Il noleggio dell’ARTVA per i 2 giorni (che verrà distribuito e riconsegnato sul bus duranti i viaggi)
PS: il pranzo del sabato non è incluso

AVVERTENZE IMPORTANTI:
Poichè siamo a gennaio ed il clima sarà piuttosto rigido, ricordarsi di portare la doppia scorta di guanti e di cappelli; scaldacollo; giacca antivento; indumenti a strati per coprirsi; i pantaloni dovranno essere adatti al clima e dotarsi di eventuale calzamaglia di scorta; scorta calzettoni.
Portare il saccolenzuolo, toilette personale, ciabatte.
Portare pranzo al sacco per il primo giorno ed un thermos con té caldo!

Scarica qui la scheda escursione clic

Si raccomandano gli iscritti che non hanno ancora effettuato il saldo, che ricordiamo era in scadenza il 18 febbraio, di compierlo quanto prima (vedi regole di iscrizione qui sotto).

Costi escursione:
– SOCI: 110€
– NON SOCI: 140€
– Noleggio ARTVA (obbligatorio per chi non ce l’ha) e/o ciaspole: +10€

DOVE ANDREMO
Il rifugio Willy Jervis si trova a 1.732 metri nella Conca del Pra, valle sospesa di origine glaciale posta in Val Pellice al confine con la Francia. Il rifugio, costruito nel 1950, fa parte dell’anello allargato del giro del Monviso ed è dedicato a Guglielmo Jervis (detto Willy) alpinista e partigiano, catturato e ucciso dai nazisti il 5 agosto del 44. Dal rifugio partono due percorsi che portano verso due passi sulla cresta di confine sovrastante il rifugio, mentre se si risale la lunga conca dove scorre il torrente Pellice, si può raggiungere il rifugio Granero per poi proseguire fino al Colle Sellière. Si entra in territorio francese nel parco del Queyras, e, scendendo verso il Refuge du Viso, ci si immette sul percorso del giro del Monviso.

L’ARTVA: conosciamolo

Questo articolo vuole contribuire alla sicurezza di tutti gli escursionisti che affrontano un ambiente innevato formendo alcune informazioni base agli accompagnati sul principale strumento di soccorso che si ha in dotazione durante le escursioni: l’ARTVA.

L’ARTVA, Apparecchio di Ricerca Travolto in Valanga, rappresenta, unitamente alla Pala ed alla Sonda, l’unico e più importante elemento di supporto per la ricerca di un sepolto. L’ARTVA è lo strumento che ci permette di essere trovati se siamo stati sepolti, oppure permette a chi è rimasto fuori dalla valanga di compiere le operazioni di ricerca; la Sonda è fondamentale per trovare il punto esatto del sepolto indentificando la persona al “tatto”; la Pala è l’unico strumento rapido ed efficace per scavare nella neve.

Quindi il kit ARTVA-PALA-SONDA non è un apparecchio per la prevenzione e non è un apparecchio per la sicurezza: E’ UNO STRUMENTO DI SOCCORSO;

Più specificatamente di autosoccorso, poichè quando accade che una persona viene travolta da una valanga l’unica cosa che si può fare è cercare di trovare subito il malcapitato e tirarlo fuori dalla neve il più rapidamente possibile. E per fare questo si hanno 15 minuti di tempo, prima che subentri la fase dell’asfissia, del tutto insufficienti per chiamare ed aspettare i soccorsi organizzati (che comunque vanno sempre e lo stesso chiamati). Quindici minuti in cui la dotazione del kit e la pratica nell’autosoccorso possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Oltre che obbligatorio disporre del kit ed indossare l’ARTVA durante le escursioni, è altrettanto importante saperlo usare. Per questo ogni anno vengono tenuti in tutto il territorio nazionale corsi di autosoccorso, dove viene spiegato ed insegnato l’utilizzo del Kit ARTVA-pala-sonda. L’invito a parteciparvi è ovviamente rivolto a tutti coloro che intendono frequentare l’escursionismo invernale.

Il CAI di Bollate fornisce durante le proprie escursioni invernali, a chi ne è sprovvisto, l’ARTVA. Conoscere il proprio apparecchio è fondamentale per sapere come comportarsi in situazioni di emergenza, per collaborare quantomeno a chi si troverà a gestire e dirigere l’operazione di autosoccorso.

Nessuna operazione sarà lasciata al caso e rispondere prontamente e disciplinatamente ai comandi che saranno impartiti nell’emergenza è il punto più importante per contribuire ad eseguire velocemente e senza indugio le operazioni di ricerca.

Per esempio, a tutti coloro che non partecipano direttamente alla ricerca, potrebbe essere ordinato di allontanarsi in un luogo sicuro indicato e di spegnere immediatamente l’apparecchio per non interferire nella ricerca dei segnali dei sepolti. Saper ascoltare quindi i comandi, seguire le istruzioni impartite dalle persone incaricate, saper banalmente spegnere o accendere l’ARTVA, sono in questo caso tutte operazioni che vanno sapute ed eseguite senza cadere in situazione di panico.

Leggere il manuale del proprio ARTVA è il primo ed importante tassello per comporre questo complicato mosaico. L’altro è quello di seguire un corso specifico. Tutti gli anni il Soccorso Alpino e Speleologico, in collaboorazione col Cai, organizza gratuitamente la giornata “Sicuri con la Neve” a cui tutti possono partecipare. Informati.

Di seguito il manuale in italiano dell’ARTVA fornito dal CAI di Bollate.

E ricorda: “ARTVA-PALA-SONDA, 1 Kg di sicurezza”.

Buona lettura.