Si è concluso il corso congiunto di “Escursionismo avanzato (E2)” e “Specialistico Tecnico per l’Escursionismo Avanzato (CS-A)”.

Sabato 28 e domenica 29 settembre si è svolta la due giorni conclusiva del corso congiunto di “Escursionismo Avanzato” e “Specialistico Tecnico per l’escursionismo avanzato”.

L’uscita in programma chiudeva l’ultima sessione del corso ed ha visto impegnati i frequentatori in percorsi impervi, tratti attrezzati, guadi e manovre tecniche in ambiente, nel contesto assolutamente realistico della Val Ventina, ultimo angolo nascosto della Val Malenco.

Partiti da Chiareggio nel fresco anticipo invernale della stagione, con le vette innevate durante la notte precedente, il gruppo si è spostato lungo le pendici del monte Senevedo sino a giungere nella splendida vallata del lago Pirola. Qui, in ambiente reale, tra massi erratici e pareti di rocce montonate, sono state allestite le manovre tecniche spiegate durante il corso.

Calata in corda doppia, recupero con paranco, calata assistita, sono alcune delle manovre che ogni allievo ha potuto compiere a perfezionare autonomamente ed in assoluta sicurezza.

Nel tardo pomeriggio, accompagnato da qualche fiocco di neve, il gruppo ha fatto rientro verso la “gentile accoglienza” del Rifugio Gerli-Porro attraversando il “sentiero del larice millenario”, posto in una vasta area boschiva di larici ultracentenari aggrappati in tutta la loro bellezza, alle pendici del Torrione Porro ed attorniati dalla spettacolare cornice del Monte Disgrazia e della altre vette che chiudono la testata della Val Malenco.

Dopo una lucente notte stellata, l’alba ha portato il gruppo a fronteggiarsi con le prime gelate della stagione, in movimento verso il ghiacciaio Ventina lungo il sentiero glaciologico “Vittorio Sella” istituito nel 1992 dal Servizio Glaciologico Lombardo (https://www.servizioglaciologicolombardo.it/vittorio-sella/).

Inevitabile l’appunto culturale del corso che ha portato gli escursionisti ad essere testimoni dei reali cambiamenti climatici che questo ghiacciaio descrive chiaramente con la sua visibile agonia, che lo stanno portando inesorabilmente verso una rapida estinzione.

Attraverso guadi a volte ghiacciati e percorsi a tratti inespolorati, il gruppo è arrivato alla fronte attuale del ghiacciaio dove sono state eseguite altre manovre tecniche in programma.

Il rientro alla piana della Val Ventina, spinti dalla brezza di ghiacciaio, ha portato gli escursionisti verso le ultime prove del corso, con allestimento di corde fisse ed un ultimo guado in direzione del rientro a Chiareggio.

Si conclude così, con un bilancio assolutamente positivo, il secondo anno di corsi proposti dal CAI di Bollate.

Vi aspettiamo il 22 novembre alle ore 21:00 presso la biblioteca di Bollate per la consueta serata CAI dove, oltre al programma invernale, sarà presentato il nuovo corso 2025. Tutti pronti per la nuova stagione.

Rifugio Bogani, sulle dorsali della Grigna

“Esperienza del rifugio; mettere in pratica quanto appreso in modalità di autonomia controllata, con particolare attenzione all’ individuazione dei pericoli e riduzione del rischio, in ambiente per Escursionisti Esperti (EE); introduzione alle manovre con utilizzo di corda come preludio alla seconda parte specialistica tecnica del corso (settembre); osservazione e conoscenza dell’ambiente e dei suoi aspetti naturali, culturali e scientifici.”

Queste le tematiche che hanno accompagnato la due giorni del Corso di Escursionismo Avanzato organizzato dal CAI di Bollate intitolata “RIFUGIO BOGANI, sulle dorsali della Grigna”, guidata da tre Accompagnatori di Escursionismo (AE) titolati del CAI, di cui una anche Operatore Naturalistico Culturale (ONC).

Il percorso, partito da Cainallo (LC), è salito lungo la dorsale della Cresta di Piancaformia, che separa i versanti sud e nord della grigna, sino all’omonima cima, per poi scendere, tra i molti nevai presenti, calandosi in corda doppia nel ventre della montagna.

Dopo un lungo percorso, che ha visto i partecipanti impegnati con le tecniche di orientamento in ambiente privo di sentieri segnati, il gruppo è giunto nei pressi del rifugio Bogani dove si sono svolte le prove tecniche di calata assistita e recupero con paranco.

L’ospitalità dei rifugisti della famiglia Buzzoni ha accolto e portato poi il gruppo verso la ricche e gustose portate servite per cena, culminate con inimitabili taglieri di formaggi autoprodotti.

L’alba, presentatasi con un cappello di cielo velato, ha portato nuovamente in cammino l’intero gruppo che si è mosso in modalità didattica verso la cima del monte Palone, posta di fronte all’immensa bastionata nord della Grigna, sempre su percorsi impegnativi e per escursionisti esperti.

Da lì il lungo rientro, passando nuovamente dal Rifugio Bogani per gustare i genuini sapori della sua cucina, per poi attraversare il vallone del versante nord sotto la cima della Grigna, punto più alto della zona ed inarrivabile per la troppa neve ancora presente. Un passaggio veloce ad ammirare la Porta di Prada (arco roccioso naturale formatosi a causa delle azioni degli agenti atmosferici) e poi la discesa finale verso la località Cainallo da cui il gruppo era partito il giorno precedente.

Due giorni di conoscenza e cultura, tra tecniche escursionistiche avanzate e lettura del paesaggio e della natura, ricca di fauna e flora endemica.

Una natura che, solo grazie a quest’ambiente ancora selvaggio e alla presenza di una esperta Operatrice Naturalistica Culturale del CAI, ha potuto svelare ai partecipanti i suoi magnifici aspetti ed i particolari più profondi di questo meraviglioso Parco naturale.

La seconda parte del corso proseguirà a settembre con la sessione “Specialistica e tecnica per l’escursionismo avanzato”, completando così l’intero percorso formativo per Escursionisti Esperti.

14 aprile, prima uscita del Corso di Escursionismo Avanzato

Dopo le prime due lezioni, tenutesi presso la sede del CAI di Bollate, domenica 14 aprile si è svolta la prima uscita del nuovo “Corso congiunto di Escursionismo Avanzato e Specialistico Tecnico” proposto dalla sezione.

Quindici gli iscritti, da preparare tecnicamente e culturalmente per diventare dei “completi escursionisti esperti“.

Ambientata in Valpiana (BG), sulle orme dei partigiani, l’escursione è partita dalla località Fontanei per salire diretta al Pizzo Croce, 600 metri di ripido dislivello tra falesie e percorsi attrezzati. In questo primo tratto si è svolta la sessione didattica di gestione dei passaggi in emergenza, con stesura di corda fissa e primo approccio alle tecniche di manovra che il corso porterà ad insegnare nella sua complessità.

L’escursione è poi proseguita su sentieri in quota accompagnata dalla lettura del paesaggio sotto la guida di un Operatore Naturalistico Culturale del CAI, passando da Campo d’Avena per giungere nel pomeriggio a Malga Lunga presso il Museo Rifugio della Resistenza bergamasca, dove ha operato la 53° Brigata Garibaldi partigiana ed ora gestito dall’ANPI Provinciale.

Qui il gruppo è stato accolto da una guida dell’ANPI che ha raccontato e spiegato i valori della memoria e della resistenza attraverso gli insegnamenti dei partigiani che accompagnarono quella drammatica, ma straordinaria stagione della storia d’Italia. Stagione culminata con la “liberazione dai nazisti e dai fascisti” e la riconquista della libertà e la costruzione della democrazia. E come scriveva Calamandrei, “… andate nelle montagne dove caddero i partigiani … lì nacque la nostra Costituzione”.

http://www.malgalunga.it/