
Due giorni estiva con abito invernale. E’ così che si è presentata la consueta escursione di luglio di quest’anno.
Arrivati a Passo Gardena a mattina inoltrata, la corona di vette che circonda il punto di passaggio tra la Val Gardena e la Val Badia si presentava colma di gemme di nubi che per tutto il giorno hanno accompagnato i due gruppi, ciascuno per il proprio percorso, verso il rifugio Cavazza, primo approdo in quota all’isola maestosa delle montagne del Sella.
Da piccolo atollo che era più di 200 milioni di anni fa, il massiccio del Sella si è presentato, nonostante le nubi, in tutta la sua maestosità offrendo subito allo sguardo i due percorsi: la salita diretta al rifugio lungo la Val Setus e l’arcigna parete di cima Exner ai piedi della quale inizia la spettacolare “Ferrata Brigata Tridentina”.
Così i due gruppi si son divisi sin da subito iniziando questa due giorni sotto un cielo plumbeo ma asciutto sino a sera.
La Val Setus ha quindi avvolto a sé la maggior parte del gruppo che, compatto e deciso, ha salito il ripido canalone, in parte attrezzato, che porta diretto al rifugio, tra lingue di neve residua ed alcune difficoltà a causa del terreno franoso e crepitante per i recenti smottamenti causati dalle troppe piogge fuori stagione.
Il gruppo minore, composto da sette persone, ha intrapreso invece la bellissima via della “Ferrata Brigata Tirentina” nel suo lungo serpentinare attorno alla splendida torre Exner che accompagna, col suo sguardo da sopra, tutto il percorso di salita sino al ponte di uscita che permette di lasciare la torre di roccia passando sopra una profonda fenditura, per approdare infine alla “spiaggia” dell’atollo dove risiede il rifugio, meta della giornata per tutti .
Il secondo giorno ci ha atteso col suo carico di umidità nel cielo oramai prossimo alla saturazione ed a cui nulla importava della nostra partenza di prima voglia attuata con l’intento di schivare la sua smania di pioverci addosso.
E così, dopo nemmeno un’ora dalla partenza di tutto il gruppo per la lunga traversata del massiccio superiore del Sella in direzione del passo Pordoi, Zeus ed Eolo si sono alleati mandandoci improvvisi scrosci d’acqua intervallati da fresche ventate e qualche fugace apertura del cielo, forse messa lì apposta per indicarci di tanto in tanto la direzione giusta da percorrere.
Lungo il percorso innevato della piana superiore del Sella il gruppo si concede una breve sosta al rifugio Boé, giusto per una bevanda calda ed un’effimero tentativo di asciugare i nostri costumi da escursionisti.
Ripresa del cammino verso il rifugio Pordoi e quindi la ripida discesa all’omonimo passo dove l’escursione, bella ed appagante per tutti, trova il suo compimento finale.

























































